Una cascina naturale nel Monferrato Astigiano

Una cascina naturale nel Monferrato Astigiano

Progettisti: TANINO Maela architetto – MONTICONE Valentina architetto.

Nel cuore del Comune di Montechiaro sulle colline del Monferrato astigiano, sorge una casa, una tipica cascina piemontese, orientata rigorosamente a sud, addossata ad una materna e robusta collina di  “sabbie di Asti” formatesi milioni di anni addietro, quando ancora in Piemonte c’era il mare. Ecco la casa che stavamo cercando.
Grazie al supporto di una committenza “illuminata” abbiamo realizzato un intervento conservativo severo nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e con l’uso di materiali naturali e riciclabili nell’ottica di un’architettura sostenibile ed ecocompatibile. Un’architettura “a mattone zero” rispettosa dell’ambiente, del contesto e della preesistenza.

Recuperando i locali ex rustici, il fienile e la stalla, ad uso abitativo, abbiamo mantenuto in essere la struttura originaria della casa, i muri di spina, le strutture portanti, la scala interna. L’unico orizzontamento, tipologicamente incompatibile con la struttura originale della casa, un solaio in cemento armato realizzato nel fienile, probabilmente negli anni 60 dello scorso secolo, è stato rimosso per realizzare un solaio in travi e assito di legno.

Abbiamo cercato di adattare la tipologia originale dell’immobile ad un vivere sano , confortevole ed energeticamente consapevole, tenendo ben presente che il modo migliore per evitare di inquinare l’ambiente e per risparmiare nei costi di mantenimento di un immobile è, senza dubbio, quello di “non consumare” energia.
Abbiamo realizzato, infatti,  massicci interventi di coibentazione sulle strutture opache verticali ed orizzontali disperdenti: per i muri, posando un cappotto di lana di roccia su tutte le pareti perimetrali, perfettamente traspirante, in quanto materiale minerale di origine naturale. Per l’orizzontamento a terra, abbiamo previsto una camera d’aria per la bonifica dall’umidità ed un strato di materiale coibente minerale, posto fra la pavimentazione e la camera d’aria stessa. Per il tetto, abbiamo rifatto la copertura in legno a falde inclinate originale, coibentata con strati di pannelli di sughero biondo pressato a caldo senza alcuna aggiunta di colle, con una finitura interna di perline di legno naturale ed una ventilazione posta fra la finitura in coppi vecchi alla piemontese e la struttura del tetto. La ventilazione garantisce un ottimo “comportamento” della copertura anche nel periodo estivo evitando l’eccessivo surriscaldamento.

Il riscaldamento radiante a pavimento, alimentato da una caldaia a condensazione a basse emissioni di CO2, è coadiuvato dalla produzione di acqua calda derivante dai pannelli solari posti sulla falda sud della copertura e perfettamente integrati nella stessa.
I serramenti vetrati, tutti in legno a taglio termico,  con vetri doppi e gas argon nella intercapedine, sono stati realizzati nel rispetto della tipologia tradizionale “alla piemontese”. Il soleggiamento diretto del prospetto sud della casa viene inibito nel periodo estivo dal sapiente utilizzo delle “gelosie” alla piemontese, gli scuri con palette che permettono alla luce di entrare negli ambienti interni anche quando sono chiusi. I colori dei serramenti, bianco ghiaccio e verde salvia, rispettano il piano del colore stilato dal Comune di Asti per gli immobili storici delle campagne.
Per gli interni la scelta è ricaduta sul puntuale utilizzo di materiali di finitura naturali e tradizionali.
Gli intonaci, tutti di terra cruda , sostanzialmente composti da argilla naturale non trattata, stesi su pareti ed orizzontamenti, laddove sono stati intonacati, contribuiscono a neutralizzare le sostanze nocive che si trovano nell’ambiente interno, assorbono velocemente l’umidità relativa dell’aria e altrettanto rapidamente la rilasciano;  infatti l‘umidità nell’immobile,  rimane costante attorno al 50% per tutto l' arco dell' anno contribuendo a rendere ideale il comfort abitativo interno.

I rivestimenti di cucina e bagno ed i pavimenti sono tutti di cotto lavorato a mano, anche quelli delle pavimentazioni esterne, nel rispetto della migliore tradizione delle campagne piemontesi.

I  gradini delle scale interne, quella di accesso al piano primo e quella che porta alla cantina sono, come i davanzali interni delle finestre, di legno di castagno, essenza ampiamente coltivata ed utilizzata da sempre in Piemonte.

La cantina della casa è una vera e propria delizia, coperta da una volta a botte realizzata in mattoni cotti lasciati a vista, poggia direttamente sullo zoccolo di terra sul quale è sorta la casa. Si possono ancora vedere chiaramente le picconate degli artigiani, che più di un secolo fa, l’hanno sapientemente realizzata. Sono presenti inoltre un paio di “infernot”, nicchie e buche scavate in profondità nella terra, antesignani dei nostri frigoriferi. Sulle pareti di terra si possono apprezzare alcune conchiglie, imperituri testimoni di un passato geologico tanto lontano quanto straordinario.
La cucina ed il bagno in muratura sono stati progettati nel dettaglio per sfruttare al meglio le potenzialità degli ambienti che li ospitano. Tutti gli arredi della casa sono mobili recuperati e restaurati dalla proprietà.
Le luci, realizzate a mano con finiture in terra cruda, sono state create da Marco Burgher Servizi di Illuminotecnica e Consulenza per il Risparmio Energetico di Torino
( marcoburgher@libero.it , contatto 328 0878008).

Il cappotto posto sui muri perimetrali della casa è stato intonacato e decorato riprendendo il colore originale dell’immobile, un rosa tenue.

La sistemazione degli esterni ha previsto la rimozione di una grande superficie in cemento antistante la facciata principale a sud dell’immobile, eliminando così la fonte di surriscaldamenti estivi dell’area maggiormente sottoposta al soleggiamento. In luogo del cemento è stato seminato un prato di essenze erbacee autoctone. Sul fronte est della casa, riscaldato dai raggi del sole del mattino, sul dislivello fra il cortile e la collina, trovano posto i gradoni che ospitano il giardino delle piante officinali, cespugli di lavanda, timo, menta, liquerizia, salvie di diverso tipo, santolina e origano. Il punto più alto della proprietà, posto a nord dell’immobile, è invece il luogo ideale per il frutteto e l’orto. La captazione di tutte le acque meteoriche, raccolte in una cisterna ipogea, garantisce l’utilizzo per l’irrigazione di orto, frutteto e giardino, della sola acqua piovana, che alimenta anche gli sciacquoni dei servizi sanitari.

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