Una stanza fra la casa ed il bosco

Una stanza fra la casa ed il bosco: un parterre all'italiana

Progettista: TANINO Maela  architetto

Il progetto di questo spazio verde nasce dall’esigenza della proprietà di utilizzare un ampio cortile terrazzato posto a sud dell’abitazione. La posizione soleggiata e la pavimentazione cementizia, realizzata dai vecchi proprietari, incamerando, nelle lunghe giornate estive, il calore del sole, rendevano lo spazio sostanzialmente inutilizzabile e penalizzavano la casa aumentando significativamente le temperature nelle ore diurne e serali.

Vista l’impossibilità di rimuovere la pavimentazione del cortile, per motivi di natura statica essendo adiacente ad una ripida scarpata, l’architetto Tanino Maela, crea dei grandi vasconi di mattoni, in dialogo con la finitura della casa, lavorati a parterre erboso. Il fulcro dello spazio della “stanza verde” caratterizzato da linee curve ed essenziali, è una fontana circolare, anch’essa di mattoni. L’acqua tracimando da un’antica acquasantiera di marmo bianco posta al centro della fontana,  raggiunge la vasca e da un troppopieno viene filtrata in modo del tutto naturale e senza l’utilizzo di alcun prodotto chimico da una pompa che la rimette in circolo. Le Lagarosiphon major (16 -Elodea crispa)  piante acquatiche ossigenanti, garantiscono la purezza e la totale trasparenza dell’acqua. Le rosse ninfee “attraction” e le gialle “sulphuree” la arricchiscono di vita e colore (16 – Nynphea).

La vecchia recinzione in metallo si trasforma nelle basse pareti della “stanza” tappezzate di edere (8-hedera helix, hedera colchica) che la dividono a sud da una radura boschiva, a strapiombo sulla scarpata, dove due esemplari di tigli (9-Tilia Tomentosa), un noce (10-Juglans Regia) ed una famiglia di tre Bagolari (11-Celtis Australis), creano una zona ombrosa che, con le sue fronde dialoga con i boschi, sfondo ed ultima quinta visiva dello spazio.
La radura nasconde anche un segreto. Fra le sue fresche propaggini, sorge un poggiolo, sospeso fra le foglie ed il vuoto, luogo ideale per sorseggiare una tazza di tè indisturbati con il solo suono dell’acqua e delle foglie mosse dal vento.

Ad oriente, al sorgere del sole, sul dislivello di quota fra il piano della casa ed il frutteto, trova il suo spazio ideale il giardino delle officinali. Cinque vasconi di mattoni terrazzati accolgono timi, lavande, salvie, rosmarini, erba cipollina, santoline, liquerizie,  maggiorane, alloro e sei differenti varietà di menta, il tutto per arricchire tisane, cibi e bevande preparati dalla proprietaria, appassionata di erboristeria e botanica (1, 2, 3, 4, 5).

Due esemplari cinquantenari di Abete Rosso (13- Picea Abies) ed un pino (14 – Pinus Nigra) intercettano i radenti raggi solari del tramonto ed i freddi venti invernali della vallata, proteggendo la casa.

Il frutteto fornisce amarene (15), mele e frutti di bosco biologici (17)per produzione familiare di confetture e marmellate.

Il roseto certo non poteva mancare nella stanza che sia affaccia sui boschi. La zona per il pranzo all’aperto è infatti ombreggiata da una pergola in metallo e stuoie di bamboo, sulla quale si adagiano due esemplari di Rose antiche rampicanti Pierre de Ronsard (7). La spumeggiante White Sea Foam Rose (6) tracima invece da due orci di terracotta posti ai lati della pergola e da due fioriere in acciaio corten, appositamente disegnate dalla progettista, che appese alla balconata che affaccia sull’ingresso principale della casa accolgono ospiti ed amici.

Categorie progetto: 
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